Luci ed Ombre: intervista ad Ollìn [Parte prima]

FraOggi inauguriamo una serie di interviste a persone che, con le Energie, ci lavorano. È Francesca Vannini, in arte “Ollìn“, ad aprire le danze e il suo cuore in questo articolo. Nata a Bologna nel 1977, Francesca intraprende un percorso iniziatico in Messico dove vive per dieci anni, durante i quali segue un guaritore sciamano che le insegna tutto ciò che sa. Oggi lavora al suo personale progetto di cui vuole parlarci…

 

Ciao Francesca e benvenuta in Circum! Con questo progetto neonato vorremmo fare informazione cercando di sensibilizzare gli utenti ad un approccio più “consapevole” al mondo delle Energie Sottili, a prescindere dal loro grado di apertura mentale. Ci piacerebbe avere un tuo parere in merito, ed ecco perché abbiamo deciso di intervistarti!

🦋 Innanzitutto, vorremmo scoprire qualcosa di te. Quando è scattata la tua personale scintilla per il Mondo Sottile?

F: La mia scintilla è scattata quando ero veramente piccola, avevo cinque o sei anni. Mia madre racconta che mentre le mie compagne di scuola giocavano con le bambole, io stavo al balcone ad aspettare gli alieni nel cielo. Avevo visto il film “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, e speravo che passassero a prendermi. In più ho una mamma che si è sempre dedicata all’Invisibile, per questo sono cresciuta tra tarocchi e sedute spiritiche. Il parlare con l’Aldilà a 8-9 anni era per me il gioco più divertente che potessi fare!

 


🦋 Tutti coloro che hanno a che fare con le Energie vivono un momento, nella loro esistenza, in cui devono fare i conti con la Scienza. Tu sei sia biologa marina che insegnante di Arti Olistiche. Come convivono le due cose?

F: Mi ricordo che a dodici anni, nella grande crisi famigliare che ho vissuto, invece che andare dalla psicologa io andavo dalla cartomante. Attraverso i tarocchi, lei leggeva ciò che avevo dentro, perché facevo fatica a parlare di ciò che sentivo. Perciò il vero salto, delle due, è stato dalle Arti Magiche alla Scienza, ed è accaduto dovendo scegliere cosa “fare da grande”: era la Natura quello che volevo abbracciare! All’epoca facevo già subacquea, e in passato ho saltato l’asilo per vivere in montagna tra cani, gatti e galline, quindi ho scelto di fare Biologia per coronare la mia grande passione per il mare e la Natura. Poi, una volta arrivata in Messico, per qualche motivo la Scienza e le Arti Sciamaniche si sono incontrate. Se vogliamo, l’integrazione tra le due parti la coltivo da sempre, ma solo da poco ho compreso l’importanza di farle convivere.

 


🦋 È tanta la confusione in questi argomenti e tra scaramanzia, detti popolari e pseudo-scienze, in questo periodo storico di bombardamenti mediatici si fatica a delimitare i confini tra ciò che è reale e cosa non lo è. Qual è l’equilibrio giusto tra scetticismo e mistificazione?

F: È molto importante approcciare l’Invisibile con delle basi pseudo-scientifiche: i nostri antenati di migliaia di anni fa, come i Cinesi con la medicina cinese o gli Indiani con la medicina ayurvedica, avevano già unito queste conoscenze. Oggi trovo che ci sia una grande confusione nella New Age e nel suo approccio all’Invisibile, attraverso tecniche e strumenti che spesso rimangono in uno strato superficiale e distaccato dalla realtà.

Il giusto equilibrio sta nel Radicamento, che è fondamentale nella vita. Per radicarci, dobbiamo essere disposti ad entrare nella nostra umanità e nelle leggi a cui rispondiamo per essere umani. Quindi sì, anche le basi scientifiche sono importanti: non dico che serva iscriversi all’università per equilibrare la parte Invisibile, ma ci sono conoscenze che sono fondamentali e portano ad un radicamento di tutta la conoscenza esoterica.

Trovo che fossero molto più radicati nel passato rispetto a quanto lo siamo oggi, perché nel tempo abbiamo rifiutato la visione della vita sulla Terra come un attraversamento del dolore. Eppure è proprio il dolore che ci radica, così come la comprensione della sua funzione. Lo dimostravano anche gli alchimisti, lavorando alla trasformazione del piombo in oro: il piombo è il dolore, ciò che rimane ombroso, rifiutato, rimosso ed evitato. E’ solo attraversando il piombo con coraggio che si attiva la fase intermedia. Quella di albedo, le fiamme alchemiche, il rosso che brucia per creare l’alchimia e trasformare il dolore nel talento, nel dono, nell’oro che la vita ci consegna. Il laboratorio è il nostro corpo. Ed ecco che chimica, fisica, esoterismo, psicologia, medinità si uniscono per creare tutto questo attraverso le emozioni. Un vero processo sciamanico!

Il ponte che l’umano è, per natura, tra Visibile e Invisibile, è un qualcosa che oggi va riscoperto in un modo “nuovo”, che è stato abbandonato, ma che in realtà è molto antico. Un tempo, tale equilibrio era la legge numero uno della vita.

 


🦋 Sia nella terra che nel cielo cogliamo segnali di un’autentica “rivoluzione”. Cosa credi significhi tutto questo? Che tipo di insegnamento dovremmo trarre da calamità naturali e stravolgimenti cosmici?

F: Stiamo vivendo un cambiamento epocale, che riguarda il ritorno al contatto con la ciclicità delle cose. Tutto questo è strettamente collegato al concetto di Radicamento di cui ti parlavo prima: l’essere umano fa parte della Natura, deve accettarlo ed imparare a fluire con ciò che è naturale. La Terra ci insegna che tutto è impermanente, e che dobbiamo tornare ad abbracciare questa legge fondamentale. Se non lo faremo, andremo contro la vita, e contro noi stessi. Dobbiamo comprendere di essere parte di un sistema più grande, che non include solo gli esseri umani: la Terra ha un comportamento fisico naturale, che nei millenni si è ripetuto creando il cambiamento delle specie che lo abitano, del clima e della geografia. Le placche si spostano, i continenti si frammentano e si ricompongono, le isole si sommergono per poi fare emergere qualcos’altro… La società che abbiamo creato ha voluto rendere illusoria questa ciclicità, ma la vera illusione è quella che abbiamo probabilmente vissuto fino ad ora. Il grande insegnamento è che dobbiamo ritornare in contatto con la vita e la morte di ogni cosa, quindi con l’impermanenza dell’essere umano, ma anche di tutto ciò che vive intorno e dentro di noi.

Icebergs in Glacier Lagoon, Iceland .


🦋 Avrai notato che associazioni e operatori olistici crescono come funghi: la trovi una notizia positiva? La vedi come testimonianza di un Risveglio comune, o una “mistificazione” che sta sfuggendo di mano?

F: Lo trovo da una parte un chiaro sintomo che le persone abbiano bisogno di altro. C’è il bisogno di tornare a quello spazio interiore che abbiamo perso a forza di stare continuamente “fuori di noi”. È sicuramente una cosa positiva, perché c’è grande fermento rispetto al trovare delle risposte, e raggiungere la conoscenza di ciò che succede dentro di noi a livello mentale, emotivo, energetico e fisico…

Dall’altra parte, però, si arriva all’estremismo, e gli estremi sono sempre un disequilibrio: noi facciamo parte di un sistema molto più grande di quello che possiamo percepire e comprendere, così come il suo equilibrio… In biologia si studiano gli ecosistemi, e possono essere piccoli, come un bosco o un sottobosco, o enormi come le grandi foreste amazzoniche o l’ecosistema mondiale: a prescindere dalla grandezza del sistema, quando si raggiunge un estremo si raggiunge un disequilibrio che ha bisogno di tornare un un nuovo ordine equilibrato più grande.

Sarebbe sciocco nascondere la mistificazione di cui parli, perché purtroppo c’è.
Le sfaccettature dell’essere umano sono migliaia, e c’è sempre la Luce e l’Ombra di ogni cosa. Dopotutto, siamo in una terza dimensione che vive della dualità, e sono sempre due i piani da considerare: da una parte, in questo caso, c’è il grande impulso di ricercare delle risposte e riavvicinarsi allo Spirito, all’Anima, alla verità. Dall’altra, c’è chi cavalca l’onda e rende tutto superficiale e commerciale.

Si arriverà ad un estremo dell’estremo, per poi ritornare ad un equilibrio. Credo che in parte stia già accadendo: molte commercializzazioni stanno già crollando, e alla fine resterà solo ciò che è vero. Di questo sono profondamente certa.

 

Leggi la seconda parte dell’intervista!

 


Di Ebano Bianco

 

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